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ALPI APUANE /// MONTE CORCHIA (dal canale del Pirosetto) – ISOLA SANTA

10 Ottobre

Monte Corchia

Il Monte Corchia è detto anche la montagna vuota a causa delle grotte e cavità del suo sottosuolo. Possiede un’antecima ovest ben evidente collegata alla vetta principale da una cresta rocciosa. Visto dalla zona del passo di Croce appare imponente con le Torri nel versante sud-ovest ed i Torrioni verso il passo di Croce. Dalla Foce di Mosceta appare come montagna uniforme e tranquilla. Il versante settentrionale è boscoso e degrada verso i prati del Puntato.

ll monte Corchia ospita il sistema carsico più vasto esistente in Italia, attualmente lo sviluppo totale delle gallerie supera i 60 km con dislivelli che arrivano a 1215 metri. La prima grotta fu scoperta nel 1840. Da allora ed in particolare nella seconda metà del 1900 furono individuate ed esplorate molte altre cavità e fu verificato che erano tutte tra loro collegate: l’Abisso Fighiera, l’Abisso Farolfi, l’Abisso Valinor e la Buca d’Eolo. Le acque che penetrano nella montagna vanno a confluire in un fiume sotterraneo (detto fiume Vidal) che passa sotto il rifugio Del Freo e va ad alimentare il canal Deglio di Cardoso.

COMITIVA UNICA (EE)

L’escursione inizia dal Passo Croce (1150 mt) sopra il paese di Levigliani. Prendiamo la marmifera verso la cava dei Tavolini che abbandoniamo poco prima della galleria per salire su scarpata erbosa sulla sinistra. La traccia di erba mista a rocce ci conduce all’attacco del canale del Pirosetto che affrontiamo nel primo tratto con qualche passaggio su roccia che superiamo con l’aiuto delle mani. La salita non è banale e richiede l’attenzione necessaria di un percorso di montagna.  Procediamo fino a raggiungere l’uscita del canale e da qui l’antecima del Corchia a quota 1632 metri. Scendiamo brevemente a una selletta con vista sulla cava dei Tavolini alla nostra destra e poi raggiungiamo la cima del Corchia (1678 mt). 

La discesa avviene seguendo il crinale est passando dai resti del bivacco Lusa-Lanzoni bruciato nel 1994 e poi per sfasciumi di marmo facendo attenzione in alcuni tratti esposti in cui è richiesto passo fermo, fino ad arrivare al rifugio Del Freo (1196 mt).

Dal rifugio scendiamo alla foce di Mosceta e da qui con il sentiero CAI 9 verso Colle di Favilla dove sorge un gruppo di case costruite con pietra locale e con i tetti ricoperti da ardesia (941 mt). Il borgo con la chiesa di Sant’Anna che risale al 1670 era un antico alpeggio di Levigliani, ormai abbandonato anche se qualche casa è stata recuperata ed è saltuariamente abitata.

Proseguiamo la discesa cominciando a scorgere il lago di Isola Santa (547 Mt) verso il quale siamo diretti. Raggiungiamo quindi l’antico borgo che sorse attorno all’ospitale di San Jacopo esistente già nell’VIII secolo, lungo la mulattiera proveniente da Foce di Mosceta e quindi dalla Versilia.

Itinerario:

Passo Croce – Cima ovest del monte Corchia – Monte Corchia – Rifugio del Freo – Foce di Mosceta – Colle di Favilla – Isola Santa

Dislivelli e tempi:

Salita 580 m. – Discesa 1170 m.

Ore di cammino: 5

Accompagnatori di escursione:

M. Guastini 329 2107473

M. Pucci 370 1018097

Orario di partenza: Sarzana ore 7.00

Massimo 28 partecipanti. Munirsi di caschetto per il canale del Pirosetto.

Dettagli

Data:
10 Ottobre