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ANNULLATO – ALPI APUANE – PIGLIONICO-BORRA CANALA-ALTOPIANO DELLA VETRICIA-PIGLIONICO

7 Giugno

              ANNULLATO

Le Alpi Apuane si sono originate circa 220 milioni di anni fa: a quei tempi nella zona esisteva una pianura, residuo di antichissime montagne distrutte dall’erosione (Basamento Ercinico).

Lentamente la zona è sprofondata ed è stata sommersa dal mare: qui ha avuto inizio la sedimentazione di sali (carbonati) che nel corso dei secoli ha formato una spessa piattaforma (grezzone).

Su questa, man mano che la profondità aumentava, si sono depositati altri carbonati più fini (marmi) ed infine, raggiunte le massime profondità, si è formato uno strato di selce e gusci di protozoi (Diaspri).

Circa 100 milioni di anni fa il movimento di sprofondamento si è arrestato e si è inverto: in questa fase si sono depositati altri materiali di provenienza costiera (Scisti, Pseudomacigno e Arenarie).

Circa 20 milioni di anni fa ha avuto inizio l’emersione di tutta la zona: enormi forze di compressione verticali e laterali hanno provocato la trasformazione dei sedimenti e la separazione per scorrimento laterale di alcuni strati: quelli più superficiali hanno formato gli Appennini, quelli intermedi le Apuane.

COMITIVA UNICA (EE)

L’Altopiano della Vetricia è una zona contraddistinta da grandi fenomeni carsici, con le rocce che hanno subito l’azione erosiva degli agenti atmosferici e che qui assumono forme veramente particolari: inoltre in questa zona è avvenuta una intensa fratturazione verticale che ne ha sconvolto la superficie e che ha favorito la formazione di numerose cavità a pozzo, che non sono altro che fratture allargate e levigate per corrosione.

Questo è un pianoro da percorrere con prudenza stando bene attenti a dove si mettono i piedi perché le rocce sono frastagliate e presentano buche di varia larghezza e profondità: in questo paesaggio arido e sconvolto, ma di notevole suggestione, dominato dalla Pania, dal Pizzo delle Saette e dall’Uomo Morto, si aprono numerose cavità, in buona parte inesplorate. Una di queste cavità costituisce l’apertura superiore della Grotta del Vento, il cui ingresso principale è posto sopra il paese di Fornovolasco

Il termine carsismo deriva da Carso, una regione geografica situata al confine tra Italia ed Ex Jugoslavia.

Da diverso tempo la parola carso, intedesco si dice karst termine che è diventato di uso internazionale, sta ad indicare un particolare paesaggio dove affiorano rocce di composizione calcarea o gessosa, costituite cioè da elementi molto solubili dall’acqua (come leanidriti, le dolomie le arenarie calcaree ecc..).

In questo ambiente abbiamo una scarsa vegetazione, estesi affioramenti di roccia, e un drenaggio superficiale (cioè uno scorrimento superficiale dell’acqua) assente o poco sviluppato. Il carsismo da acque meteoriche è quello definito “classico” in quanto è quello che più facilmente si manifesta sulla superficie terrestre.

Un’altra caratteristica importante che favorisce questo fenomeno è lo stato di fratturazione della roccia in questione; maggiori sono le fratture maggiore sarà il volume di roccia interessato.


Il percorso che faremo inizia dalla Cappelletta di Piglionico e sarà ad anello. Con il sentiero 127 ci porteremo all’incrocio con il 139 e risalita la “Borra Canala” su grandi massi nella parte più bassa e su sfasciumi in quella più alta (uno dei tratti più selvaggi e interessanti delle Apuane), entreremo in “Vetricia” e dopo averci preso il tempo per conoscere questa zona così particolare, superato l’ingresso dell’Abisso Revel ritorneremo ad intercettare il sentiero 7 che ci riporterà alle macchine.

Ore di cammino: circa ore 5,00

Dislivello: +/- 625

Accompagnatori di Escursione:
S. Cavallini (3404637465)

G. Addivinolo (3477339683)

P. Carletti (3388283274)

C. Venturi (3386617306)

Orario di Partenza:

Sarzana ore 08,00 con macchine private